Loris Drago

BIOGRAFIA

Nel 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009 ho partecipato al Concorso Nazionale di Pittura, Acquerello e Grafica Giovan Battista Cromer, Agna, Padova.
Ho esposto alla mostra collettiva di fine anno accademico 2006/2007 alla galleria Ilbox-motore per l’arte al palazzo Penotti Umbertini, Orta San Giulio, Novara nel 2007.
Nel 2007 presi parte al concorso Cup House L’Aroma del Caffè per la pittura in Italia organizzato da Ilbox-motore per l’arte in collaborazione con la Fondazione Granata-Braghieri di Imbersago, Lecco e promosso dalla ditta CUP HOUSE s.r.l ed ho esposto in Fiera a Milano e nel comune di Imbersago.
Nel 2008 ho preso parte alla Biennale d’Arte Roncaglia nella sezione Under 25, L’uomo-i segni tenutasi a Modena.
Ho donato un opera all’asta di beneficenza Una tela per l’Ail al palazzo Clerici, Milano,2008.
In seguito al work in progress nell’estate 2008 a Bagolino (BS) ho esposto alcuni lavori nella mostra collettiva organizzata dal comune e tenutasi a luglio presso il palazzo municipale.
Nel maggio 2009 ho partecipato al Concorso Nazionale di Pittura “ AMICI DELLE ARTI”, presso il complesso museale San Paolo, Monselice, Padova.
Grazie al progetto Erasmus Brera ho preso parte alle mostre :
Il mondo a Brera. Tutti i figli del genio, presso Villa Borromeo Visconti Litta, Lainate, Milano, settembre-ottobre 2008
Dialogo e identità, Erasmus e brera, Kaiserliche Hofburg, Innsbruck, maggio-giugno 2009
Il mondo a Brera, Rocca di Cento, Cento, Ferrara, giugno-agosto 2009.
Prendendo parte al workshop organizzato da Art Hub in collaborazione con Undo.net nel periodo che va dal 13 al 15/07/09 ho realizzato un video d’arte in collaborazione ad altri video artisti emergenti.
Presso il Centro Socio Culturale ATRION, Carugate, Milano, ho tenuto una personale in ottobre 2009.
Alcune mie opere hanno preso parte all’esposizione in occasione del MagentArt, presso villa Colombo, Magenta, Milano nei giorni 11-12-13 dicembre 2009.
Nel periodo di dicembre 2009 e gennaio e febbraio 2010, al Caffè della Contrada, Cernusco sul Naviglio, Milano, sono in mostra diverse mie tele delle ultime collezioni.
Ho partecipato alla collettiva organizzata dal Crab (Centro di Ricerca Accademia Brera)
presso la galleria Spazioinmostra, Milano, dal 27 agosto 2010 e curata da Ivan Quaroni con
una video installazione.
Dal 3 agosto fino al 21 settembre 2010 ho preso parte alla collettiva internazionale
realizzata in occasione del tributo a Jorge Oteiza, L’inCavò, e esposta presso Villa Pisani,
Strà, Venezia; Chiesa del torresino, Cittadella, Padova; Museo Jorge Oteiza, Pamplona.
Ho tenuto una mia personale presso l’ edificio comunale Scuole Leonardo da Vinci a
Conselve, Padova, dal 27 agosto al 5 settembre 2010.


“ L’essere umano che si vuole ricreare è in tutto simile a noi, e al contempo strutturalmente distante dalla nostra umanità.”     Loris Drago


Il mondo della scienza è sempre in movimento, alle frontiere del noto e dell’ignoto che tracciano le proprie orbite variabili negli spazi dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo.
Le brusche accelerazioni ed i cambiamenti, che hanno reso il pianeta uno spazio di comunicazione, attivano sperimentazioni che un domani porteranno alla trasformazione del corpo umano per moltiplicare le proprie prestazioni: a integrare elementi meccanici ed elettronici, ad avvicinarsi al modello di uomo “bionico” immaginato dalla fantascienza.
Gli spazi della comunicazione, della circolazione e dei consumi, definibili come “nonluoghi”, sono utilizzati da individui singoli e non implicano la creazione di relazioni sociali specifiche o durevoli ma mettono solo in provvisoria coabitazione individualità, passeggeri o passanti.
Sono luoghi in grado di contrapporsi alla tradizionale concezione antropologica che considera il luogo come uno spazio fisico legato a una precisa cultura e pertanto in grado di consentire quelle relazioni con il prossimo grazie alle quali ciascuna forma d’identità (personale o di gruppo) può costituirsi e mantenersi stabile nel tempo.
Loris Drago ritrova l’attualità nella serie “Analisi” e la fa propria, tramite una forte capacità espressiva, ed utilizzando gli stessi mezzi che vuole deplorare mettendo in mostra, tramite un segno che lo spettatore deve essere in grado di interpretare, con il mezzo pittorico che evidenzia, tramite la sua simbolicità, il suo voler condividere con l’altro.
Ci parla di “...realizzare cortocircuiti, ricostruzioni di corpi attraverso le sezioni di questi, che danno nient’altro che aborti come figli, rimescolanza della naturale realtà data dalla realtà tecnologica, dalla realtà della semiotica, dei codici e della simbologia antica, dai processi mentali dati da queste costruzioni attraverso mezzi atemporali (materia pittorica)…”
Le stratificazioni all’interno della sua opera rappresentano le nostre false convinzioni e le nostre ossessioni di conoscenza: la radiografia inserita nella superficie pittorica rispecchia, tramite la sua trasparenza, questa nuova condizione spazio-temporale che si sta venendo a creare e questo annullamento degli intervalli temporali (come ci ha mostrato Paul Virilio): la nascita di un presente perpetuo creato dalle nuove tecnologie della comunicazione, che rende lo spazio fisico sorpassato e l’ubiquità una capacità alla portata di chiunque.
Cancellata la resistenza e la pesantezza delle cose tutto diventa facile e rapido: se zoomiamo in questa trasparenza emergono la resina, le placche di plexiglass rifanno proprio questo mondo informatico esibito e deplorato al contempo,per “denudare ed evidenziare la fallacia e la vulnerabilità di tali processi”.
La cancellazione delle frontiere, che si vorrebbe fosse una cancellazione del tempo, è messa in scena dalle tecnologie dell’immagine che l’artista condanna per aver portato a delle immagini ormai devitalizzate e “de-simbolizzate”: perché il nostro sguardo si è ormai “privatizzato” e non siamo più simili in quanto vi è la mancanza di un senso da condividere (Régis Debray).
Lo spettatore inghiottito dagli scenari che lo circondano e dalla confusione tra realtà e finzione, non può che essere attirato, dai segni informali e da questi “microcosmi informatici”, evocati attraverso materiali, strutture e spazi più che attraverso temi illustrati per immagini, oppure dal colore che mischia interesse per la scienza ad alterazioni di impronte inconsuete.
Presentano al loro interno deformazioni, cortocircuiti, forse virus informatici che danneggiano il funzionamento del sistema causandoci incertezza: possono chiamarsi “Nodi” o “Forme di vita”, sfuggono al razionale controllo della rete ma non possono essere acquisite da essa perché portatrici di un’incompatibilità dettata dal diverso scorrere del loro tempo incisogli al momento della loro creazione.
Nonostante le “Analisi” si rifacciano al mondo informatico, non riescono ad appartenergli perché è tramite lo spettatore che instaurano un nuova connessione, un nuovo spazio-tempo che distrugge e crea allo stesso tempo una spaccatura, sfuggendo alla logica dell’ipertestualitàtecnologica:
dalla liberazione della sovrabbondanza di oggetti quotidiani si identifica un nuovo spazio in cui il nostro corpo può riappropriarsi della sua identità confrontandosi con un altro diverso da sé.
L’interattività è data dall’incontro con qualcosa di diverso che ci apre nuove connessioni, questo ci rimanda all’affermazione dell’artista Huyghe in cui l’arte diviene “un modo di esplorare altre possibilità di scambio” come effettua egli stesso prelevando parti d’informazione per rielaborarle e ridistribuirle producendo opere di postproduzione, rivedendo non solo immagini e testi trovati, ma anche forme date di esposizione e di distribuzione.

Biography

The world of science is always on the move , at the borders of the known and the unknown variables that trace their orbits in the spaces of the infinitely large and the infinitely small . The sudden accelerations and changes that have made the planet a space for communication , activate experiments that one day will lead to the transformation of the human body to multiply their performance : integrating mechanical and electronic elements , to approach the model of man " bionic " imagined by science fiction . The spaces of communication , circulation and consumption, defined as " non-places " , are used by individuals and do not imply the creation of specific social relations or durable but bring only temporary cohabitation individuality, passengers or pedestrians. These places are able to counteract the traditional anthropological concept which considers the place as a physical space tied to a specific culture and therefore able to allow those relationships to the next thanks to which each form of identity ( personal or group ) can form and remain stable over time. Loris Dragon finds the current in the series "Analysis" and makes it his own , through a strong expressive capacity , and using the same means that wants deplore exposing , through a sign that the viewer must be able to interpret , with the means pictorial highlights that , through its symbolism , its wish to share with the other. It speaks of " ... to carry out short circuit, reconstructions of bodies through these sections , which give nothing but abortions as children , scrambling the natural reality given by the technological reality , the reality of semiotics , codes and symbols of ancient the mental processes data from these buildings through means timeless ( pictorial matter ) ... " The layers within his work are our false beliefs and obsessions of our knowledge: the X-ray inserted into the surface of the painting reflects , through its transparency , this new condition of space-time that is being created and this cancellation of the intervals time (as we showed Paul Virilio ) : the birth of a perpetual present created by the new technologies of communication, which makes the physical space and surpassed the ubiquity capacity within the reach of anyone Deleted strength and heaviness of things , everything becomes easy and fast : if we zoom into this emerging transparency resin, plexiglass plates refer precisely this cyber world and deplored performed at the same time for " bare and highlight the fallacy and the vulnerability of these processes. " The cancellation of the borders , which would be a cancellation of the time, is staged by the artist imaging technologies have led to condemnation of the images now devitalized and " de- symbolized " because our eyes is now " privatized " and we are no longer similar in that there is the lack of a way to share ( Régis Debray ) . The viewer swallowed by the scenarios that surround it and the confusion between reality and fiction , can not but be attracted by the signs from these informal " microcosms computer " , evoked through materials, structures and spaces through which themes illustrated by images, or by color melee interest in science to alterations of unusual footprints . They have their internal deformation, short circuits, computer viruses that may damage the operation of the system causing us uncertainty can be called " Nodes" or " forms of life" beyond the rational control of the network but can not be acquired by it as bearers of a ' incompatibility dictated by the different flow of their time incisogli at the time of their creation. Despite the "Analysis" refer back to the cyber world , they can not belong because it is through the spectator who establish a new connection, a new space-time that destroys and creates a rift at the same time , escaping the logic dell'ipertestualitàtecnologica : the liberation of the overabundance of everyday objects you identify a new space in which our body can regain its identity by confronting another than itself . Interactivity is given by the encounter with something different that opens new connections , this brings us back to the affirmation of the artist Huyghe in which art becomes "a way to explore other possibilities of exchange" as he himself carries out by taking parts information for rework and redistribute producing works of post-production, reviewing not only found images and texts , but also forms given exposure and distribution .

 

 

 

 

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