Alessandra Lazzaris

BIOGRAFIA

Alessandra Lazzaris nasce a Palmanova (UD) nel 1966. Vive e lavora a Cervignanodel Friuli.Si diploma nel 1990 all’Accademia dei Belle Arti di Bologna.Negli anni ’90 debutta con opere al limite tra la pittura e la scultura usandoprevalentemente materiali metallici come il ferro arrugginito e il rame brunitoabbinati spesso a carta pesta dipinta con colori fluorescenti. Il metallo diventeràuna costante del suo percorso artistico. Successivamente, all’inizio deglianni 2000, le opere sono prevalentemente pittoriche ed il metallo diventasupporto quindi telaio sul quale le acidature diventano interventi cromatici.Per alcuni anni, fino al 2007, adotta un unico soggetto come pretesto persvelare i percorsi spesso incontrollabili della ruggine. Inserendo talvolta “cuciture”di ferro su ferro che delimitano l’immagine pretestuosa o coprendoi telai di ferro con scatole di plexiglass opalino, il suo lavoro si trasforma,acquisisce valenze diverse anche se il denominatore comune è sempre ilmetallo.L’acciaio specchiante è l’ultimo supporto e l’intervento cromatico è la colaturadi polveri di ruggine e pigmento su smalti trasparenti.Il soggetto è scomparso o “annegato” nel gioco delle illusioni che il materialedi supporto contiene implicitamente.

Biography

Alessandra Lazzaris was born in Palmanova (UD) in 1966. She lives andworks in Cervignano del Friuli.She graduated from the Academy of Fine Arts in Bologna in 1990.In the 90’s she made her fi rst debut with works at the limit between paintingand sculpture, made mostly of metalic materials, such as rusty iron andpatinated copper, combined with crumpled paper painted in fl ourescent colours.Metal became a constant of her artistic path.Later on, at the begining of 2000, she dedicated herself mostly to paintingsand metal became a support, or beter, a frame on which acid etchings becomechromatic interventions.For a few years until 2007 she focused on a single subject as an excuse toreveal often uncontrollable paths of rust.By inserting iron “seams” that delimit the seeming image on iron or by coveringiron frames with opal plexiglass boxes, her work changed, it acquireddifferent connotations, however metal remained the common denominator.Refl ecting steel is the last support, while the chromatic intervention is madeof rust powder coating and pigmentation on transparent lacquers.The subject has dissapeared or has “drowned” in the game of illusions implicitlycontained in the supporting material.

 

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